Archivio per ottobre, 2007

Lettera d’amore

Pubblicato: ottobre 28, 2007 in La mia storia
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Nato da un tema la cui traccia era "scrivi una lunga lettera in cui una ragazza ti dichiara il suo amore", ecco a voi…
 
LETTERA D’AMORE
[ Una lettera, nel momento in cui la infili nella busta, cambia completamente. Finisce di essere mia, diventa tua.
Quello che volevo dire io è sparito. Resta solo quello che capisci tu.]   C. Shine
 

Caro Stefano,

ti ho sempre amato.

Forse ti sarai spaventato da questa rivelazione improvvisa o forse avrai trovato la conferma a lungo cercata. Non ho potuto resistere e l’ho scritto.

Ora, per il tempo che passeremo insieme, a scuola, in giro o con gli amici, sappilo. Sappi che io ti amo con il più profondo del mio essere. Sappi che sei stato il mio desiderio più nascosto e più oscuro fin dal primo momento in cui ti ho visto.

Ricordo ancora quel giorno, o meglio, ricordo solo te. Tutto il resto, lo sfondo, il luogo, gli amici sono svaniti. Ma tu sei rimasto impresso indelebilmente nel mio lato inconscio della mente.

Tutto in te mi ha sempre ispirato tenerezza e amore: il tuo modo di fare, il tuo aspetto, quelli stupendi occhi, specchi del tuo essere e la tua insensata passione per Asimov.

Sì, anche quella.

So già che non avrò mai il coraggio di spedirti questa lettera e so anche che ogni volta che ti vedrò i miei pensieri correranno a questa confessione e forse i miei occhi si riempiranno di lacrime.

Allora forse tu ti avvicinerai cercando di consolarmi. E forse le nostre labbra si incontreranno…

Come sarebbe bella la vita, senza tutti quei forse.

 

Il ragazzo infelice

Pubblicato: ottobre 27, 2007 in La mia storia
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Dopo ieri pomeriggio ho deciso di pubblicare su questo blog una serie di racconti e """""poesie"""" scritti più o meno un anno fa…
Quello che segue è stato scritto il giorno del mio compleanno…

 

IL RAGAZZO INFELICE

Eccomi qui. Un altro schifoso giorno. Sono un barista scontento della sua vita. Una grande novità per il mondo.

Il mio bar si trova al piano terra di un edificio che ospita una scuola. Sono qui da molti anni ormai, forse troppi. L’euforismo iniziale è svanito lasciando il posto alla tristezza e alla noia che a loro volta provocano strane domande: che cosa ci faccio qui? È veramente così che voglio passare il resto della mia vita?

Credetemi quando vi dico che ancora non ho trovato molte risposte.

L’unica parte del mio lavoro che mi piace sono i ragazzi. Mi sono lasciato sfuggire più di un sorriso guardandoli ridere e scherzare e più di una volta mi sono fermato ad ascoltare rapito le loro conversazioni. Forse mi ricordano la mia giovinezza, non so.

Così, ogni giorno alla stessa ora, suona una campanella e io mi ritrovò a servire pizze ad una marea di studenti.

E ogni tanto vedo un ragazzo che mi ha sempre colpito, fin dalla prima volta che l’ho visto. Non mi ha colpito per il suo modo di vestire o il suo modo di parlarmi, quanto per la tristezza che nasconde. Non fraintendetemi, anche lui ha una facciata di apparenza per difendersi, ma con il tempo ho imparato a guardarci attraverso.

Così, ogni giorno alla stessa ora, suona una campanella e io lo vedo passare.

Ogni tanto compra qualcosa. Mi indica gentilmente il cibo e dice: “Una cotoletta, per favore”. Dopo averla presa aggiunge un “grazie”. È con molta, molta tristezza che ammetto che ormai è uno dei pochi che lo fa.

A volte l’ho osservato cadere in quella strana tristezza che mi ha sempre colpito. Un attimo prima scherzava e rideva con gli amici, poi dopo un commento altrui che scatena chissà quali reazioni non volute al ragazzo, piomba in uno sguardo fisso. Non prova neanche a nascondersi dietro a un sorriso. Quando è in quello stato, guardandogli negli occhi ho intuito un mondo di malinconia.

Occhi. Ne ho visti di tutte le forme, colori e dimensioni. Ma i suoi sono speciali, perché solo guardandolo negli occhi posso intuire cosa sta provando.

Per quanto una persona si sforzi di mentire, gli occhi rivelano sempre la verità.

A volte arriva completamente solo e si siede con la sua solita aura di tristezza. Magari sogna una ragazza che non potrà avere mai. Magari si chiede che ne sarà del suo futuro. Magari si chiede cosa penso guardandolo in quello stato. Ma subito arriva “un amico” ed è costretto a nascondersi dietro risate e sorrisi.Così, ogni giorno alla stessa ora, suona una maledetta campanella e io lo vedo passare…e i miei occhi si riempiono di lacrime.

 

14 Ottobre 2007

Pubblicato: ottobre 14, 2007 in La mia storia
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"CHE GIORNATA SCOPPIETTANTE!!!!"
 

Hari Seldon

Pubblicato: ottobre 8, 2007 in La mia storia
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"Qualcuno disse che Hari Seldon lasciò questa vita proprio come l’aveva vissuta, perchè morì con il futuro che aveva creato completamente intorno a sé…"
 

Will Hunting (imac)

Pubblicato: ottobre 7, 2007 in La mia storia
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"Sei solo un ragazzo, tu non hai la minima idea delle cose di cui parli…non sei mai stato fuori posto.
Se ti chiedessi sull’arte probabilmente mi citeresti tutti i libri di arte mai scritti…Michelangelo, sai tante cose su di lui: le sue opere, le aspirazioni politiche, lui e il papa, le sue tendenze sessuali, tuttoi quanto. Ma scommetto che non sai dirmi che odore c’è nella cappella sistina. Non sei mai stato li con la testa rivolta verso quel bellissimo soffitto…mai visto.
Se ti chiedessi sulle donne probabilmente mi faresti un compendio delle tue preferenze. Potrai perfino aver scopato qualche volta. Ma non sai dirmi cosa si prova a svegliarsi accanto ad una donna e sentirsi veramente felici.
Sei uno tosto e se ti chiedessi sulla guerra probabilmente mi getteresti Shakespeare in faccia: ‘Ancora una volta sulla breccia, cari amici’. Ma non ne hai mai sfiorata una, non hai mai tenuto in grembo la testa del tuo miglior amico vedendolo esalare l’ultimo respiro mentre con lo sguardo chiede aiuto.
Se ti chiedessi sull’amore probabilmente mi diresti un sonetto. Ma guardando una donna non sei mai stato del tutto vulnerabile, non ne conosci una che ti risollevi con gli occhi sentendo che dio ha mandato un angelo sulla Terra solo per te, per salvarti dagli abissi dell’inferno. Non sai cosa si prova ad essere il suo angelo. Avere tanto amore per lei vicino a lei per sempre in ogni circostanza, incluso il cancro.
Non sai cosa si prova a dormire su una sedia ll’ospedale per due mesi tenendole la mano perchè i dottori vedano nei tuoi occhi che il termine ‘orario delle visite’ non si applica a te.
Non sai cos’è la vera perdita. Perchè questa si verifica solo quando ami una cosa più di quanto ami te stesso. Dubito che tu abbia osato amare qualcuno a quel punto."