Archivio per marzo, 2009

Paradosso

Pubblicato: marzo 31, 2009 in La mia storia
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Provate a mettere un bar che occupa tutto un vicolo a metà di un vicolo cieco…
 
Tipologia D
Tema di ordine generale:
 
"E fieramente mi si stringe il core,/ a pensar come tutto al mondo passa,/ e quasi orma non lascia". Commenta i versi di leopardi specificando le tue considerazioni personali.
 
Svolgimento:
 
IL TRAMONTO
 
Leopardi si fermò soddisfatto. Un’altra poesia, un altro tocco di magia era stato aggiunto alla sua vita. La soddisfazione che sentiva come un dolce tepore in tutto il corpo fu interrotta da una scintilla. Era affiorato uno strano sentimento di incompiutezza, di un impellente bisogno di cambiare. Leopardi era stupito: in tutta la sua vita di grande poeta non gli era mai capitato di essere insoddisfatto di una poesia, mai, e soprattutto non in quel modo! Corse a rileggere e non trovò nessun errore nella sintassi, nella metrica, nella grammatica, niente! Rilesse la poesia varie volte, pur sapendola a memoria, e la sensazione si fece più acuta negli ultimi tre versi.
E fieramente mi si stringe il core,
A pensar come tutto al mondo passa,
E orma non lascia.
"Migliaia di vite sono state sprecate su questa terra. Migliaia di uomini sono nati e hanno fatto parte di questo mondo trasformandolo in qualcosa di vivo, di pulsante, pieno di emozioni, gioia e dolori mescolati assieme. Forse è proprio questa l’essenza ultima della vita, cambiare il mondo anche di poco, con la sola forza della propra emozione, sia essa amore oppure odio.
E allora perchè, mi domando, questi uomini non sono ricordati nella storia? Perchè loro che non sapendolo hanno contribuito a cambiare il mondo in meglio o in peggio non sono rimasti impressi nella memoria di tutti quanti noi? la risposta sembra chiara: non c’è spazio per tutti. Solo coloro che hanno fatto grandi gesta vengono ricordati e molti di loro cadono nell’oblio comunque per semplice sfortuna. Basta un libro perduto o tralasciato e di colpo la mia memoria nel mondo sparirà. Che senso ha vivere allora? E se non ci fosse un paradiso, un inferno o addirittura un dio, là fuori? Se ci fosse solo l’infinito, una dolce non esistenza? Che senso avrebbe allora vivere se tutto quello che facciamo viene prima o poi dimenticato?"
Questo era quello che Leopardi aveva pensato prima di scrivere con cupa soddisfazione i tre versi conclusivi di quella sua poesia. Ora però sentiva che qualcosa tra quelle parole era tremendamente sbagliato, che qualcosa mancava. Il pensiero era perfetto, mancava solo un dettaglio, ma quale? Mentre era assorto in questi suoi pensieri lo sguardo gli cadde sul cielo volto al tramonto attraverso la finestra aperta. La fronte corrucciata si distese e lo sguardo si addolcì. Finalmente aveva capito cosa mancava.
Con calma e naturalezza aggiunse un "quasi" tra la "ed" e "orma".
"La speranza" sussurrò.
 
Alcuni hanno "la schiena storta come un punto interrogativo" e "più contorta di un politico", perchè non riescono a sopportare il peso del mondo.
 
Altri guardano sempre per terra, perchè il cielo li ha traditi troppe volte.
 
E altri ancora sanno solo ridere in compagnia, perchè nel buio della solitudine gli occhi li usano solo per piangere.