Archivio per febbraio, 2010

WoW: Furem80

Pubblicato: febbraio 28, 2010 in Wow
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Turner dalla scuola di Barbizon, sono Ingres nella Canova e ho chiamato mio fratello: "David!". Lui mi ha risposto: "Controlla se l’acqua Boulèe". Io, per esserne sicuro ci ho infilato Ledoux: "Hayez! Scott!".
In tv stavano dando un film di angeli e demoni in cui Keanu Reeves stava dicendo: "Mi chiamo Constable, John Constable, stronzo!", quando improvvisamente mi resi conto che mi faceva male la Goya, così la tastai con la Manet.
 
Forse avevo studiato troppo…
 

Q chi?

Pubblicato: febbraio 25, 2010 in La mia storia
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Mi chiamo Constable, John Constable, stronzo!
 
 

Bomm de yada!

Pubblicato: febbraio 20, 2010 in La mia storia
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il ragazzo "un po’ autistico" che si "oppone a qualsiasi forma di autorità" "non crede nel sistema scolastico moderno".
 
 
Non c’è censura sul mio blog. E mai ce ne sarà.
 
"-L’espressione "delirio di onnipotenza" ti dice qualcosa?
-Credo di averla coniata io quell’espressione."
                                                           [Carla e l’inserviente]
 
"-Hai una scarpa slacciata.
-Hey, grazie, amico! Sai quant’è pericoloso? la famiglia di mio zio è stata uccisa da una scarpa slacciata: la mattina di natale scendendo di corsa inciamparono e uno squilibrato li fece a pezzi."
                                                                                    [J.D. e l’inserviente]
 
"è ora che tu sappia chi sono io. Dunque, vediamo, io non sono come la gente normale. Non posseggo super poteri ma ci sto lavorando: osserva come sposto quella penna (Fissa attentamente una penna sul tavolo per qualche secondo. La penna non si muove). A casa funziona, non so, forse il tavolo è inclinato. Comunque nel mio tempo libero mi diverto a imbalsamare animali, di solito con altri animali. Per esempio un tasso può contenere tre scoiattoli, uno scoiattolo quasi un gatto intero, un topo può contenere un topo ragno e un criceto, ho reso l’idea? Il cerchio della vita. Ho infranto la barriera del suono ma non dovrai mai chiedermi come. Non credo nella luna: per me è il retro del sole."
                                                                                       [L’inserviente]
 
  
Nota: vedetelo in 360p e non in 480p altrimenti non parte.
 
Traduzione per chi non parla bene l’inglese *cough* lu *cough* (in effetti l’inglese in sto pezzo non è facile):
J.D: Wow! Turk è piuttosto veloce senza quel testicolo che lo appesantisce! (N.d.T: Turk ha perso recentemente un testicolo in un incidente mentre giocava con la figlia) Chissà se gli atleti olimpici ci hanno mai pensato.
Atleta: Li tolga tutti e due e porterò a casa l’oro! Anzi se è determinante può anche togliermi il…
J.D: Cavolo! Mai fantasticare mentre si corre, lo sai!
 
"E lui corre, corre, corre, non mangia, non beve, non dorme, non fa la pipì"
 
 
 
"Hai il cuore libero, William. Abbi il coraggio di seguirlo."
 
 
Gianna Gianna Gianna sosteneva che si è illusioni
 
Non mi ero mai accorto di vivere su Terminus…
 

Bianco neve

Pubblicato: febbraio 5, 2010 in La mia storia
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La neve cancella tutto. Gli incubi così come le speranze.

Riporto qui di seguito la mia simulazione di prima prova con tanto di [correzioni] da parte della professoressa e voto finale. L’autore era noto (a scelta della professoressa tra Pascoli o D’annunzio) ma la poesia ignota.
 
VERIFICA DI ANALISI DEL TESTO
 
La bicicletta (G. Pascoli, Canti di Castelvecchio 1903)
 
I
Mi parve d’udir nella siepe 
la sveglia d’un querulo implume. 
Un attimo . . .Intesi lo strepere 
cupo del fiume. 
Mi parve di scorgere un mare 
dorato di tremule messi.
Un battito . . . Vidi un filare
di neri cipressi.
Mi parve di fendere il pianto
d’un lungo corteo di dolore. 
Un palpito . . . M’erano accanto
le nozze e l’amore.
dlin . . . dlin . . .

II
Ancora echeggiavano i gridi
dell’innominabile folla;
che udivo stridire gli acrìdi
su l’umida zolla.
Mi disse parole sue brevi
qualcuno che arava nel piano:
tu, quando risposi, tenevi 
la falce alla mano.
Io dissi un’alata parola,
fuggevole vergine, a te;
la intese una vecchia che sola
parlava con sè. 
dlin . . . dlin . . .

III
Mia terra, mia labile strada,
sei tu che trascorri o son io ?
Che importa? Ch’io venga o tu vada,
non è che un addio!
Ma bello è quest’impeto d’ala,
ma grata è l’ebbrezza del giorno.
Pur dolce è il riposo . . . Già cala
la notte: io ritorno.
La piccola lampada brilla 
per mezzo all’oscura città.
Più lenta la piccola squilla
dà un palpito, e va. . .
dlin… dlin…

 
1. Comprensione
1.1. Riassumi in un massimo di 8 righe il contenuto della poesia.
1.2. Individua il tema del componimento e spiegalo brevemente.
 
2. Analisi
2.1. Analizza dal punto di vista metrico la poesia.
2.2. A quali sensazioni fa riferimento il poeta?
2.3. Quale particolare situazione comunicativa si crea tra il poeta ed il resto del mondo?
 
3. Approfondimento
3.1. Spiega perchè ed in che termini è presente il simbolismo pascoliano, confrontando il testo con altre poesie studiate.
 
 
1.1) Il componimento è diviso in tre parti: nella prima a Pascoli pare di scorgere rispettivamente il pigolio1 [A te non è permesso usare una sinestesia] di un uccello appena nato, un mare dorato di tremule messi e il corteo di un funerale; nella seconda parte l’autore descrive l’incontro con la vergine e la discussione sfuggevole; l’ultima parte si apre con una riflessione esistenziale che sfocia nel ritorno notturno a casa. [Ma cosa fa il poeta? Non hai considerato il titolo!]
 
1.2) Il tema principale della poesia è la morte e, più precisamente, il rapporto intrinseco tra vita e morte vissuto soggettivamente dal poeta. Quasi tutte le immagini del componimento rimandano a questo tema (un esempio per ogni parte: il "lungo corteo di dolore", "la falce alla mano" e "non è che un addio!") e spiegano come il poeta tenti disperatamente di capire il rapporto vita-morte al limite della rinuncia. Inoltre sono presenti alcuni sottotemi come il simbolismo della natura, la dolcezza del giorno rispetto alla notte o il rapporto giovinezza-vecchiaia che possono, però, essere ricollegati al tema principale.
 
2.1) Il testo è diviso in tre parti. Ogni parte comprende tre strofe, a loro volta composte da tre novenari e un senario, ad eccezione dell’ultima strofa che contiene un verso finale in più costante per tutte le parti della poesia. L’analisi metrica è quasi inutile, questo caso, senza quella stilistica, quindi ne proponiamo di seguito un limitato recoconto2. La sintassi è profondamente legata al ritmo, a cui si oppone quasi totalmente creando un contrasto (notare il ruolo fondamentale degli enjembement), e paratattica, piena dei classici segni di punteggiatura pascoliani (l’aposiopesi, remarkable). Il lessico vede, com’è classico nelle poesie di Pascoli, la divisione tra linguaggio grammaticale, quello "normale", per quanto questo termine in poesia divesta dal suo significato originale, il linguaggio pre-grammaticale, l’onomatopeico "dlin", e il linguaggio post-grammaticale, il "querulo implume". Lo stile si nutre di passaggi alti, quasi aulici, a parti più prettamente "concrete" e meno carducciamente classicheggianti. [*Cancella tutta la parte sintattica da "la sintassi"* ho chiesto solo la metrica!]
 
2.2) La sensazione, forse, più presente nella poesia è la rassegnata disperazione del poeta per la morte che lo circonda e l’essere cosciente che quel destino funesto, accaduto ai suoi cari prima di lui, un giorno toccherà anche lui. La seconda strofa dell’ultima parte lascia intravedere, però, un po’ di speranza, vista nel sollievo dato dal giorno e dal riposo. [*Cancella tutta la risposta* 5 sensi!]
 
2.3) Il poeta oramai si sente estraneo al resto del mondo (prima strofa seconda parte) e sente la folla come qualcosa di alieno, addirittura molesto. I suoi unici tentativi di comunicazione con il genere umano sono diretti a persone particolari (la vergine o la "vecchia che sola parlava con sè") mentre Pascoli (in questo caso nomen omen) si sente più vicino alla natura e ai suoi temi, dai quali parte in ogni suo componimento, soprattutto ai suoi aspetti più oscuri e selvaggi, come la notte.
 
3.1) Si definisce con "simbolismo pascoliano" l’inclinazione del poeta, da bravo ex-positivista/naturalista/verista [Non lo è mai stato!], a vedere la realtà come una "foresta di simboli" che solo il poeta può interpretare e usare per arrivare alla vera realtà, concezione prettamente maledettista iniziata dai "fiori del male" (attenzione, ricordiamo Pascoli e che quindi non sono fiori letterari) [Forma espressiva] di Baudelaire. I componimenti del poeta sono quindi ricchi di significati allegorici e simbolici, spesso anche non univoci ma riconducibili a più interpretazioni. Riferendoci al testo, per esempio, ogni strofa della prima parte può essere suddivisa in due sezioni che, tralasciando il significato "concreto", possono essere interpretate come il prima, la giovinezza dell’autore, e il dopo, il presente, sottolineandone il legame. Il "lungo corteo di dolore" può essere il funerale passato del padre, mentre "le nozze e l’amore" possono essere le nozze "traditrici" della sorella celebrate poco tempo prima.
La poesia può essere messa in un rapporto di quasi totale opposizione con "o captain, my captain3” di Whitman di cui non condivide l’entusiasmo, la metrica o addirittura la lingua. Eppure un sottile filo li ricongiunge: il tema della morte. Analizzato in modo differente e, magari, con intenti diversi, ma che accomuna i due scrittori e mostra come, alla fine, esso sottenda all’esistenza di tutti gli esseri umani e li accomuni in una ragnatela invisibile. [Apprezzo il collegamento ma "le altre poesie studiate" erano quelle di Pascoli a cui tu non accenni minimamente]4
 

Si sottolinea come ogni parere espresso in questa analisi sia frutto di pure interpretazioni, e che quindi non c’entrino niente con quello che invece dovrebbe essere la poesia.

 

1. Padronanza della lingua   2pt

2. Comprensione              1.5pt

3. Analisi                            2pt

4 Approfondimento               2pt

 

7.5/15              voto: 5

 

Note:

1- Sinestesia chiaramente intenzionale di cui la prof non ha colto l’arguta sfida.

2- Inizialmente mi ero limitato alla metrica, seguendo la consegna. Ma dopo aver sentito la mia prof specificare, sollecitata domanda di una mia compagna, di analizzare solo ed esclusivamente la metrica, mi sono ricreduto ed ho aggiunto l’analisi stilistica.

3- O captain, my captain.

4- Altra aperta sfida che la prof ha rifiutato, mio malgrado.