L’inflessibile

Pubblicato: aprile 27, 2012 in Citazioni da altri siti
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“Quando soffia il vento del male, l’albero che si piega si spezzerà.”

“Zhota caricò un pino che si ergeva nelle vicinanze, spazzando le radici che cercavano di attorcigliarsi ai suoi piedi. Attaccò l’albero con una raffica di colpi di bastone e quindi colpì violentemente il tronco con il palmo aperto. Delle spaccature si diramarono dalla sua mano e salirono avvolgendo il pino. Balzò all’indietro, mentre il tronco esplodeva in un diluvio di schegge e la parte superiore dell’albero si rovesciava addosso a una betulla poco distante.”

“I sacri signori di Ivgorod erano la reincarnazione dei nove uomini originariamente scelti dagli dei per governare il regno. Quattro erano devoti all’ordine, quattro al caos, e uno rimaneva neutrale. Avevano sempre agito in modo da mantenere l’equilibrio. Talvolta tale compito richiedeva che i monaci compissero atti difficili, ma tale era la natura del mondo. Tutto concorreva alla salvaguardia dell’equilibrio tra ordine e caos, così che nessuno potesse dominare l’altro.”

“La tua arma può essere forte solo quanto il tuo spirito, non di più” gli aveva detto Akyev il giorno che i monaci avevano preparato il suo bastone. I monaci cercavano di trasformare il corpo e la mente in strumenti di giustizia. Spade, bastoni e altri strumenti da guerra erano, in verità, superflui. Malgrado ciò, l’ordine favoriva l’addestramento con vari tipi di armamenti in modo da rafforzare le abilità marziali. Non era insolito per un monaco impugnare un’arma e usarla come estensione di uno spirito perfettamente bilanciato, per focalizzare mentalmente gli attacchi.”

“Zhota pregò gli dei silenziosi intorno a lui affinché gli dessero forza. Se vi era ancora dell’innocenza nella Gorgorra, sapeva che era in Mishka. Zhota si concentrò su quel singolo pensiero, ricordandosi che stava agendo in base ai principi dell’equilibrio. Calmò la paura e il dolore, concentrandosi sulla superficie del suo palmo destro e ordinandogli di essere forte mentre lo scagliava verso la lama. La scimitarra dell’Inflessibile si schiantò contro la mano. Il peso della spada parve quello di un’intera montagna. Ma la lama non attraversò la pelle di Zhota. Non si sarebbe piegato come Akyev. Non si sarebbe spezzato. […]
Non mi piegherò. Non mi spezzerò.
Zhota mandò un ruggito primordiale e ruotò il polso. L’arma di Akyev si spezzò come un ramo secco, e il monaco più anziano cadde in avanti all’improvviso rilascio della tensione. Zhota fece roteare la lama spezzata con la mano in modo da afferrarla lateralmente e sferrò un fendente micidiale verso l’alto, tagliando il collo del suo maestro con un colpo così perfetto che la testa di Akyev rimase attaccata alle spalle fino a quando il corpo non si abbatté al suolo.”

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