Morire citando

Pubblicato: agosto 30, 2013 in La mia storia
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Evets era bloccato nella stazione subacquea. Dietro di lui, l’oblò che aveva ceduto e da cui stava entrando acqua ad una velocità spaventosa. Davanti a lui, la porta stagna dietro cui vi era Lothiriel, che lo guardava terrorizzata. Con un rapido calcolo Evets realizzò che stava per morire.
“Se così deve essere, tanto vale farlo bene.” si disse.
Afferrò un pennarello nero dal tavolo vicino e si scrisse sulla mano sinistra:

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Mentre scriveva quelle sensatissime parole di follia una voce femminile gli risuonò nella testa: “va da loro, Massimo.” Evets si avvicino al finestrino della camera stagna e guardò Lothiriel diritto negli occhi prima di appoggiare la mano sinistra sul finestrino. Il vetro si stava crepando sotto la pressione, generando una curiosa figura a farfalla.

Poi allungo il braccio destro verso l’alto e chiuse lentamente la mano a pugno lasciando alzato solamente il pollice, mentre l’acqua continuava a riempire la stanza.

Infine tento di urlare a pieni polmoni: “LIBERTÀ” ma era troppo tardi…
Sulla sua lapide si può ancora leggere una scritta che lo fece sorridere più di una volta:

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